John Axelrod






[Back to press index]

8 Nov 2016
Amadeus, il concerto” conquista il pubblico dell’Auditorium di Milano
http://www.fermataspettacolo.it/classica/amadeus-il-concerto-milano

Lo spettacolo dal titolo accattivante, “Amadeus, il concerto”, prende direttamente origine dalla pièce di Peter Shaffer del 1980 e dal film omonimo di Milos Forman del 1984, di cui Shaffer stesso fornì la sceneggiatura. La formula semiscenica, con i dialoghi ridotti al minimo e adattati all’alternanza con esecuzioni orchestrali, è del maestro John Axelrod, Direttore Principale ospite dell’orchestra La Verdi.

Sul palco di largo Mahler un anziano Antonio Salieri, in sedia a rotelle d’epoca, assiso ad una scrivania sulla sinistra, ripercorre e rielabora la storia del suo odio per Dio e l’invidia per Wolfgang Amadeus Mozart all’epoca del suo impiego di corte a Vienna e in due atti ci racconta la travolgente evoluzione del genio mozartiano nonostante i suoi crescenti sforzi di vanificarla. Al centro del palco compaiono di volta in volta il giovane maestro salisburghese e la bella moglie Constanze, a dire il vero piuttosto marginali rispetto ai lunghi e tenebrosi monologhi di Salieri, in battibecchi che contestualizzano le vicende e caratterizzano la pindarica personalità di Mozart.

 

Lo spunto narrativo proviene dal dramma “Mozart e Salieri” di Puskin che a sua volta ispirò la breve opera di Rimskij-Korsakov del 1897, fondato su una presunta rivalità tra l’anziano compositore di corte e il giovane astro nascente fino all’avvelenamento fisico e morale di Mozart, beffarda incarnazione di un Dio ingiusto, da parte di un esasperato e folle Salieri che si autoproclama “santo patrono di tutti i mediocri”.

Un falso storico completo, che non fa i conti con alcun elemento di verità e che pure ha fornito i presupposti per capolavori davvero sensazionali. Forse, più che l’improbabile discordia fra Salieri e Mozart, a suscitare l’interesse e lo stupore del pubblico è la suggestione di una vicenda personale fra due artisti di elevatissima qualità calata in un’epoca affascinante della storia europea, con gli abiti sfarzosi, la musica galante e le maniere affabili di fine ‘700. Una storia di invidia morbosa e di religiosità delirante in un contesto di raffinatezza e garbo, come a ricordarci la meschinità della sfera umana dietro le auliche melodie della più bella musica.

E così è. Gli attori si esibiscono in costumi d’epoca che ammaliano la vista, le parole sono di circostanza, le movenze da etichetta, i monologhi di Salieri cupi, foschi, maligni, tenebrosi. Il Requiem finale è eseguito con il corpo di Mozart che giace inerme di fronte a orchestra e coro.

 

Ad intervallare monologhi e dialoghi il maestro Axelrod ha selezionato alcuni brani mozartiani che compaiono anche nella colonna sonora del lungometraggio di Forman. L’esecuzione de La Verdi non ricalca quella cinematografica dell’Academy of Saint Martin in the Fields e l’effetto è un poco deludente, seppur più musicalmente informato.

Si ascoltano così l’Allegro con brio della sinfonia n25 k183, l’Adagio della serenata per 13 strumenti k361, l’aria “Martern aller arten” da Il ratto dal serraglio ottimamente cantata dalla brava Marie-Pierre Roy, l’Adagio dal concerto per pianoforte n23 k488 suonato dallo stesso John Axelrod, le ouverture de Le nozze di Figaro e del Don Giovanni e infine il noto ultimo Requiem, che ha impegnato tutto il Coro della Verdi diretto da Erina Gambarini, fino al Lacrimosa, ossia circa laddove Mozart depose la penna prima di morire. Molto bravi i solisti Eva Vogel, Patrick Grahl e Thomas Tatzl impegnati nel Requiem insieme alla Roy.

 

La recitazione è affidata in larga misura all’esperienza di Luca Barbareschi, Salieri, in grado di trasformarsi di volta in volta nell’anziano delirante sull’orlo del suicidio e nel più giovane invidioso, intrigante e malevolo compositore di corte, col solo ausilio di una parrucca e di una berretta da notte. Colonna portante dello spettacolo, senza dubbio in gran forma nel ruolo già più volte impersonato, Barbareschi ha colto le differenze tra la tragedia di Puskin, l’opera di Rimskij-Korsakov, lo sceneggiato di Shaffer, il film di Forman e la messinscena di Axelrod e ci propone un personaggio che ne è una summa straordinariamente ben riuscita.

Mozart è Francesco Bonomo e Constanze è Dajana Roncione. Coppia affiatata, ma che non ci è sembrata aver tarato appieno i personaggi, sempre in bilico tra seriosità e comicità, senza un doveroso approfondimento. Il paragone con Barbareschi ne esce alquanto traballante.

La sala dell’Auditorium, a dire il vero non affollatissima, ha applaudito frequentemente le esibizioni di cantanti e orchestra e ha salutato tutti gli attori con un caloroso consenso di pubblico.

http://www.fermataspettacolo.it/classica/amadeus-il-concerto-milano


Permalink : http://www.johnaxelrod.com/press_detail.php?Amadeus-il-concerto-rdquo-conquista-il-pubblico-dell-rsquo-Auditorium-di-Milano-161


HOME | BIOGRAPHY | PRESS | CALENDAR | DISCOGRAPHY | VIDEOS | PHOTOS | NEWSLETTER | PROJECTS | ROSS | CONTACT

© 2010-2013 John Axelrod. All rights reserved.