John Axelrod






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21 Jun 2007
Italian Press Summary: Candide, Teatro alla Scala, June 2007
Various publications

LA STAMPA

Un "Candide" ironico e perfido alla Scala

Candide Comic Operetta in due atti di Leonard Bernstein Libretto di Libretto di Hugh Wheeler, tratto da Voltaire, adattamento di Robert Carsen e Ian Burton

Teatro alla Scala 21 giugno 2007

Nel bello spettacolo firmato da Robert Carsen (che con Ian Burton ha riscritto i recitati del libretto) ci sono due segni forti. Il gigantesco televisiore che occupa l'intero boccascena, dentro il quale tutto si svolge e che permette varie commistioni di linguaggio (teatro, cinema, tv) e le sequenza delle proiezioni finali. Quando il coro esorta a coltivare il proprio giardino, passano le immagini di fabbriche inquinanti, disboscamenti selvaggi, ghiacciai e calotte polari in disfacimento, lande deserte dove vagano popoli senza cibo. Insomma un pugno nello stomaco che fa dimenticare le sciocche, e ben giostrate polemiche, su Berlusconi in mutande (la scena della dolce barcarola dei Cinque Grandi è rimasta intatta, alla faccia di chi teorizzava pesanti censure preventive). Candide ha realmente portato una ventata di giovinezza alla Scala, ha dato una gran carica all'orchestra (ottimamente diretta da John Axelrod), soprendentemente capace di sprigionare energie da Brodway, e soprattutto al coro, non lo si era mai visto ballare con quella verve in scena e divertirsi palesemente.

Naturalmente tutto questo ha coinvolto anche il pubblico della prima, più di dieci minuti di applausi alla fine, ma tanti tanti durante lo spettacolo.

Il cast è rimasto (dodici su tredici cantanti) praticamente identico all'edizione dello Chatelet, con il disinvolto William Burden nei panni del protagonista, la spiritosa Anna Christy (bravissima a imitare Marilyn) in quelli di Cunegonda e la spudorata Kim Criswell in quelli della Vecchia.

Tutti, secondo le regole del musical, con voci amplificate, ma a dire il vero con discrezione. Grande prova l'ha data naturalmente il mattatore Lambert Wilson che, fuori dal televisore, in proscenio interpreta Voltaire (in italiano), e in scena Pangloss e l'apocalittico Martin. Gli interventi del personaggio Voltaire creano tuttavia alcuni inconvenienti di ritmo. Sono divertenti, cattivi, ma non introducono mai numeri musicali, bensì dialoghi, il che crea delle sequenze di parlato talvolta eccessivamente lunghe e alla fin fine appesantiscono lo spettacolo. Che invece è un fuoco di fila di eleganza e spirito. Anche le scene più drammatiche, come quella straordinaria dell'auto da fè che termina con Candide e Pangloss penzolanti dalla forca, divenatano in perfetto spirito volteriano sberleffo e balletto.

Stefano Jacini http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/spettacoli/200706articoli/22909girata.asp#

IL GIORNALE

Candide, la satira graffia la Scala Voltaire a metà tra musical e cronaca di Lorenzo Arruga - giovedì 21 giugno 2007

La cosa straordinaria è la costante semplicità con cui viene messo in scena un virtuosismo rarissimo ed elegante: Anna Christy può cantare la nota aria piena di ricami sovracuti recitando trasportata e fatta ondeggiare a braccia da ballerini impeccabili; Lambert Wilson può sdoppiarsi nella parte del precettore, che come tutti gli altri recita in inglese, e di Voltaire che, in abito settecentesco, ci racconta la storia in italiano; quanto a Candide, William Burden, con la sua voce tenera e la disinvoltura del finto impacciato, può suscitare nei bellissimi songs una tenerezza e il dubbio che qualcosa di altamente sincero ci sia dentro alle pieghe dei personaggi. E c'è una spassosissima Kim Criswell. Si viaggia a un grande ritmo, John Axelrod governa personaggi e orchestra come se navigasse nelle acque di casa. Nella seconda parte il copione perde di continuità, ma ha lo spettacolo ha ancora momenti alti. Il pubblico resta contento e deliziato.

LA STAMPA

Candide alla Scala. E' qui lo scandalo?

Successo per la tanto discussa creazione di Carsen. Adesso finalmente Milano ha visto lo spettacolo di cui ha tanto parlato ALBERTO MATTIOLI INVIATO A MILANO Dopo aver trionfato a Parigi (è di ieri l'altro la notizia che ha vinto il Grand Prix de la Critique locale, l'Abbiati francese) e dopo che la Scala aveva deciso, nell'ordine, che lo spettacolo sarebbe stato cambiato, poi che non si sarebbe fatto e poi invece sì, ma solo previa revisione, ieri sera il Candide del regista Robert Carsen, rifacimento di quello di Leonard Bernstein, rifacimento di quello di Voltaire, ha ottenuto un'ottima accoglienza. Insomma, successo al cubo per un rifacimento al quadrato. E si è potuto vedere che, al di là di tutto il tira-e-molla su Berlusconi in mutande (che poi tali non sono, ma slip da bagno, fa sapere la Scala), questo spettacolo è un bello spettacolo: irriverente, divertente, spiritoso.

Voltairiano, insomma. E poi, alla buon'ora, la Milano politico-artistica ha potuto finalmente vedere lo spettacolo di cui tanto ha parlato.

Dunque, successo fin dall'Ouverture, forse la pagina migliore, certo la più famosa della «comic operetta», diretta con brio broadwayano come tutto il resto da John Axelrod. Successo per i cantanti (microfonati con qualche problema), il Candide formato bravo ragazzone yankee di William Burden, la Cunegonda di Anna Christy, leggerina ma impagabile nel suo numero con colorature e parrucca platino, da Marilyn con i sopracuti, l'Old Lady vissuta di Kim Criswell e il divo Lambert Wilson uno e trino (Voltaire, Pangloss, Martin), francese che recita in italiano e canta in inglese.

Applausi anche per i sarcasmi registici di Carsen, già ampiamente anticipati: un Bignami di mezzo secolo di storia americana, dall'innocenza anteVietnam al disorientamento post, dalle prime tivù alle mafie di Las Vegas, dal maccartismo a Bush. Fino alla morale, unico pezzo cantato in italiano, che invita tutti a coltivare il proprio giardino. Nessun problema, perfino nei vecchi palchi della Scala dove Ronconi sembra ancora l'avanguardia, per le scene più rischiose, come l'autodafé introdotto dal suo geniale coretto saltellante («What a day, what a day / for an autodafé!») che diventa un'audizione davanti alla Commissione per le attività antiamericane: fazioso già in Bernstein, che satireggiava la pagliuzza nell'occhio occidentale tacendo sulla trave in quello orientale, ma divertente. E assai ben fatto. «No scandal» nemmeno per Berlusconi & Co.: al massimo, qualche brusio all'ingresso del Cavaliere mutandato, ma solo perché si erano letti i giornali e si temeva (o si aspettava) chissaché.

Quanto ai preti pedofili nessuno scandalo erano già stati sforbiciati prima.

DEL TEATRO

Scala: applausi e mutande per Candide

Sette minuti di applausi hanno stemperato la tensione della vigilia al termine del Candide di Bernstein (leggi la scheda), andato in scena alla Scala di Milano nella versione attualizzata del regista canadese Robert Carsen. A sorpresa, la battuta sulla figlia del papa polacco (presente nella stesura originale del 1956 di Leonard Bernstein e dunque certamente non riferita a Wojtyla) è rimasta, benché Carsen avesse invece fatto capire di volerla tagliare.

È rimasta anche la contestata scena coi potenti della terra (Bush, Blair, Chirac, Putin e Berlusconi) in mutande che nuotano nel petrolio iracheno, la quale aveva provocato l'iniziale decisione del sovrintendente scaligero, Stéphane Lissner, di cancellare l'opera dal cartellone della Scala. Decisione poi saggiamente riconsiderata, anche perché Candide voleva essere nelle intenzioni del suo autore uno spettacolo satirico, così come del resto era il testo originale di Voltaire. Inevitabili dunque riferimenti e allusioni, che Carsen ha reso attuali ambientando la vicenda a partire dagli anni Cinquanta fino ai nostri giorni, con riferimento in particolare al mito americano infranto, fra disastri ambientali e guerre preventive.

Rispetto alla versione andata in scena al Théâtre du Châtelet di Parigi, dove l'opera ha esordito l'11 dicembre 2006, Carsen ha apportato circa 15 minuti di tagli, giustificati con l'esigenza di adeguare l'andamento dello spettacolo ai gusti del pubblico italiano. Il regista ha preannunciato ulteriori cambiamenti in vista della prossima tappa del Candide, che si sposterà all'English National Opera, nel West End londinese, a pochi passi dai templi del musical.

Nell'enorme schermo televisivo realizzato dallo scenografo Michael Levine, i viaggi di Candido nel "migliore dei mondi possibili" diventano dei cambi di canale, mentre l'orchestra diretta da John Axelrod asseconda al meglio la visione satirica che pervade l'intera partitura. Fra gli interpreti, in evidenza il tenore William Burden (Candide) e Anna Christy (l'amata Cunegonda). Inserita nel cartellone scaligero per portare una ventata di novità, l'opera presenta lunghe parti recitate, affidate all'attore francese Lambert Wilson, che veste i panni di Voltaire ed è anche l'unico a esprimersi in italiano, mentre il resto del cast canta e recita in inglese. Proviene dal teatro anche Kim Criswell (La Vecchia Signora), già interprete a Broadway di un'Opera da tre soldi recitata accanto al musicista dei Police Sting. Si replica fino al 18 luglio.

(giovedì 21 giugno 2007)


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